Una nuova attitudine rilassata si trasferisce nella moda più seduttiva, tutta giocata tra maxi e mini. Gonne lunghe e leggere. Abiti ampi e setosi, stampati a fiori. Minivolant che ricordano petali capricciosi. Corolle che si appuntano sul vestito e persino sui sandali dal tacco vertiginoso. Nessuna specie e sottospecie manca all’appello. Ci sono davvero tutte. Come se un giardiniere si fosse messo a seminarle con minuziosa pazienza nel prato dell’eleganza. Ed ecco che fioriscono gardenie, boccioli di rose e delicate margherite. Lo so. L’estate è ancora lontana. Ma permettetemi di essere già là. Almeno con la fantasia!
Quando si è trattato di scegliere quale elemento rappresentasse meglio l’universo Tod’s, Diego Della Valle non ha avuto dubbi: i gommini, quelli sulle suole dei mocassini. Toccava a loro diventare simbolo del marchio. Così è nata “Signature”, linea di borse e accessori in vernice, dalla trama a gommini e dal pattern 3D. Risultato di una lavorazione all’avanguardia nel rispetto della tradizione della casa di moda fiorentina. I famosi gommini diventano, infatti, bolli tridimensionali che ricoprono sottoforma di texture le nuove ed elegantissime borse. La tracolla. La borsetta a mano. Il bauletto. La sacca. La maxi pochette. Tutte realizzate in pelle. Arricchite da tasche esterne, manici a tubo, metalleria Tod’s incisa, lucchetto a girello, lunghe catene metalliche e piccole fibbiette. Già amate dalle star e dal fashion system. Sarah Jessica Parker, Jessica Biel e la bellissima Anne Hathaway, protagonista della campagna pubblicitaria, le hanno già sfoggiate con disinvoltura in varie occasioni. E voi cosa state aspettando? Approfittate dei saldi e correte nei negozi Tod’s!
Esistono guide e manuali quasi per ogni occasione. Mancano regole, invece, per il red carpet, massimo fenomeno dell’apparire, che ha dato vita a uno stile dove, per la verità, praticamente tutto è permesso. Dal cortissimo al lunghissimo, con coda da sirena. Dal trasparente all’iper ricamato. Con risultati a volte magnifici, a volte ridicoli. Un accessorio è, però, indispensabile, anche se spesso stranamente assente: la borsetta, che è anche utilissima perché contiene piccoli oggetti di pronto soccorso. Fazzoletto. Pastiglie. Telefonino. Rossetto. Portacipria. Vedere queste eleganti signore a mani libere è sconcertante. Se pensiamo che perfino la regina Elisabetta, che mai tocca denaro né risponde in pubblico al telefono, si è mai presentata senza. Anche perché sono infinite le varianti tra cui scegliere. Clutch. Pochette di raso. Pelle. Sete. Pietre semipreziose. Mosaico. Oro. Oggetti bellissimi, che risolvono un eterno problema: le mani, dove le metto?
Missoni lo ha colorato di lilla, rosa e celeste, trasformando la sua biker in un’eterea fanciulla color sorbetto. Valentino lo ha tempestato di borchie, usandolo per spezzare l’irreprensibile bon ton di abitini e tailleur, e sulla passerella di Chloé non c’era praticamente altro, tra chemisier, pantaloni, cappotti e accessori. E via di questo passo. Dopo le diverse stagioni trascorse da trionfatore al naturale, il pitone colorato nei toni più accesi (vero o stampato che sia) è sembrato una logica evoluzione stilistica. Nessuna regola su come usarlo. Dagli eccessi anni Ottanta alle nostalgie dei Quaranta funziona comunque, grazie all’allure trasgressiva e sofisticata che non stona mai. Non potremo più farne a meno!
Cielo terso, venticello tiepido, un bel solicello caldo: è primavera. Peccato che noi siamo appena al 14 gennaio e l’inverno è ancora lungo. In mio soccorso ecco arrivare le prime immagini della collezione make up di Chanel, omaggio di Peter Philips, direttore della creazione maquillage, alla bella stagione, ai suoi cieli tersi, all’alba e al tramonto. A questo punto niente mi impedisce di pensare all’odore di erba appena tagliata nelle aiuole, al terreno smosso e innaffiato, di sole, agli alberi sulla strada dietro casa mia, pieni di fiorellini rosa, alle prime gemme. Alle belle giornate, annunciate dal bagliore di colori inebrianti: rosa, corallo e pesca. Tinte che la collezione “Harmonie de printemps” posa su guance, labbra, occhi e unghie. Assoluto protagonista il blush Horizon che dona un effetto bonne mine e scolpisce i tratti. Complici di seduzione anche l’ombretto Tigerlily, i rossetti Rouge Coco e i tre smalti Aprile, Maggio e Giugno. Tre mesi ancora lontani. Ma in fondo che importa. Io con la mente sono già là!
Il prodotto must di tutta la collezione: il BLUSH HORIZON
OMBRE ESSENTIELLE n° 91 Tigerlily
Da sinistra a destra: ROUGE COCO SHINE n° 69 Flirt, ROUGE COCO n° 41 Destinée and ROUGE COCO BAUME
Da sinistra a destra: LE VERNIS n° 533 April, 535 May e 539 June
LE VERNIS n° 535 May, un perfetto rosa intenso
LE VERNIS n° 539 June, un delicato albicocca pastello
Arthur Capel, detto “Boy”, è un uomo misterioso. Impenetrabile come il passato della donna con la quale vivrà un’intensa storia d’amore: Coco Chanel. Tra passione sfrenata e tradimenti, il loro affair è ormai leggendario, così come lo è stata l’influenza del modo di vestire di quest’ultimo sulle collezioni di Mademoiselle. Karl Lagerfeld, sempre attentissimo nell’interpretare la tradizione della Maison mixandola con le vicende più privé di Coco, ha omaggiato la passione tra i due con un’intera collezione di borse per l’autunno/inverno. Completamente dedicata all’aitante giocatore di polo, è composta da tracolle e pochette dalla linea squadrata, dal design vagamente rétro e rese uniche da dettagli preziosi, come la chiusura elaborata in metallo con logo e la lunga catena intrecciata. Così chic da essere già un must.
Borse e accessori accuratamente realizzati a mano. Bordi a taglio vivo. Cuciture a vista con filo cerato. E passione infinita per il dettaglio. Nasce in questo modo Sartoria, la collezione di Piquadro in cuoio naturale, disponibile in selezionate boutiques, ma che offre anche l’opportunità di personalizzare i propri strumenti di lavoro, dal porta computer alla tablet bag, con un’applicazione per iPad. Così, sedute comodamente sul divano di casa o in attesa d’imbarcarvi, potete scegliere pellame, colore, finiture, persino il filo per le cuciture e la fodera interna. Aggiornamento dell’ultima ora: il servizio su misura prevede anche la possibilità di un disegno con dedica a piacere. Per un oggetto unico e originale. Ogni pezzo della collezione è infatti contraddistinto da un numero progressivo che ne garantisce l’unicità, mentre un piccolo tricolore nell’accessorio porta indirizzo simboleggia la provenienza e la realizzazione tutta italiana di questa linea. 100% made in Italy.
I rapporti tra moda e arte sono stretti già da tempo, così come da tempo è nota la fascinazione degli stilisti per correnti pittoriche o singoli nomi, forte al punto da ispirare collezioni intere. Quando un anno e mezzo fa Delphine Arnault, figlia di Bernard, patron di LVMH, si è innamorata delle opere di Anselm Reyle, artista tedesco di Tubinga, lo ha immediatamente chiamato a Parigi per disegnare una linea di accessori, disponibile nelle boutique Dior dal 9 gennaio, in Italia solo a Milano e Roma. Pezzi unici. In limited edition. Caratterizzati da colori pop, specchi rotti e linee oblique. L’iconica borsetta Lady Dior si veste di giallo elettrico o nero asfalto e la sua celebre impuntura cannage è storta. I bauletti hanno un’inedita livrea army-glitter. Le pochette si accendono di riflessi metallizzati. Gli smalti sono al neon. Gli ombretti e le scarpe camouflage. Una capsule inedita. Nata tra Parigi e Berlino. Tra i barattoli di vernice allineati e i salottini di Avenue Montaigne. Da indossare una volta e collezionare per sempre!
“Not charity, just work”. È il grido di battaglia, ma una battaglia bella, condotta a colpi di macchina per cucire, cotone colorato, ricami, ingaggiata da Carmina Campus per l’Africa. Quello che Ilaria Venturini Fendi, anima di quello che, più che un semplice brand di borse, è un progetto creativo fondato sul riuso dei materiali, ha sottoscritto è un impegno serio, continuo, tosto. Da qui è partita diverse stagioni fa la collaborazione con l’International Trade Centre, agenzia dell’Onu e dell’Organizzazione mondiale del commercio, che vanta un corposo programma di iniziative di moda etica. L’idea di Ilaria di trasportare in Africa il suo know how, per promuovere il lavoro di tante donne micro produttrici che vivono in condizioni di marginalità, e di coinvolgere il concept store milanese 10 Corso Como, è scaturita come conseguenza. Lei ci ha messo tutto quello che sa sulla produzione di borse glam & fair. 10 Corso Como ha portato scampoli di tele, avanzi di pelle delle concerie, ritagli di stoffe. Risultato, una capsule collection di bisacce, tascapane, shopper ricavate da coperte militari, altrimenti “rifiutate”, 100 per cento made in Africa. Ognuna è diversa dall’altra, come le tante donne che, in quelle borse, ripongono una speranza di futuro.
Piccole, ma grandiose. Le pochette che sembrano fatte di pepite incarnano la definizione della “statement bag”, quella che è una vera e propria dichiarazione di stile. Oggetti per chi ama sorprendere. Essere sopra le righe. Giocare con l’eccesso senza cadere nello stucchevole. Più ridotta è la superficie disponibile, maggiore sarà la quantità di ricami, pietre e cristalli raggruppati l’uno sull’altro. È la regola delle minaudière da sera, e quella di Louis Vuitton rappresenta un ottimo esempio. La Trésor Mira fa parte della collezione Evening Bag della Pre-Fall 2011. Ricoperta di cristalli acidati, applicati a mano, e con chiusura in malachite è un vero e proprio gioiello. Da portare con disinvoltura. A spalla, grazie alla comoda tracolla metallica. O tra le mani. Ignare del costo…di 7900 euro!
Adatta a tutti gli stili e a tutte le personalità, Chameleon, la nuova pochette di razza con pietre semipreziose di Fendi, è già da hit. Bianca Brandolini d’Adda. Delfina Delettrez Fendi. Fiammetta Cicogna. Ginevra Elkann. Ambra Medda. Sono solo alcune delle fashion icons che hanno deciso di sfoggiarla agli ultimi eventi mondani. Per chi volesse cimentarsi, una regola: sono per la gran sera, ma il modo migliore per portarle è con i pezzi più facili. Come dire, jeans, t-shirt e una borsina da red carpet. Per un fine anno di spessore.
Immagini tratte da: www.fendi.com e www.louisvuitton.com