Archivio di ottobre 2010

SEMPLICEMENTE BIRKIN!

mercoledì 27 ottobre 2010

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È il 1984. Durante un volo da Parigi a Londra, una giovane donna sta cercando qualcosa nella sua vecchia sacca di vimini da cui cade un’agenda Hermès. “Non si trova mai niente in queste borse, sono così scomode”, dice. Si accorge di lei, ammaliato dalla sua bellezza, un altro passeggero, Jean Louis Dumas, l’allora stilista di Hermès, che le promise che nel giro di qualche settimana avrebbe realizzato la borsa che desiderava: capiente, di classe e adatta alle sue esigenze di cantante e attrice di talento. Sì perché quella giovane donna è Jane Birkin e grazie a questo strano caso del destino nasce una delle borse più amate e desiderate: la Birkin Bag di Hermès.
Realizzata interamente a mano da esperti artigiani, la leggenda narra che siano necessarie più di 20 ore di lavoro per farne una. Oggi è disponibile in sei misure: 25, 30, 35, 40, 45 e perfino 50 centimetri. Nel 2005, Jean Paul Gaultier ne realizzò una nuova versione, di 42 centimetri, più larga rispetto ai precedenti modelli e con i manici allungati: la Shoulder Birkin.

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Oltre al classico nero e marrone, che restano i colori più venduti, chi vuole acquistare una Birkin può scegliere tra un numero imprecisato di colori e tonalità, che vanno dal Red Suede al Vert Chartreuse, dal Beige Rose fino alle splendide Gold. Chi se ne intende davvero sceglie, infatti, un colore insolito, che è come far sapere al mondo: “I colori-base ce li ho già tutti…”.

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Il prezzo è da capogiro, ma molto dipende dal materiale (vitello, capra, coccodrillo, lucertola) e dagli hardware, cioè dalle parti metalliche della borsa, come ad esempio il silver-palladium, l’argento, o il 24kt gold-plate, l’oro, ma esistono anche il ruthenium e il guilloche. Per quanto riguarda il pellame, esso merita un discorso a parte perché è morbidissimo, così morbido da afflosciarsi e rigorosamente cucito a mano in maniera perfetta. Ne esistono diversi tipi. Il più popolare è sicuramente il Togo, la pelle di vitello, antigraffio, impermeabile e leggero. Ancora più morbido è il Taurillon Clemence, molto simile al Togo, ma meno definito nelle venature. Ci sono anche il Fjord, sempre antigraffio ed impermeabile, ma molto più pesante, il Barenia, il cuoio liscio, il Calf Box, il classico cuoio di vitello, leggero e delicato che più risente di graffi e screpolature, l’Epsom ed infine la rarissima pelle Chevre, la pelle di capra, molto rigida ma ultraleggera.

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Visto il costo della borsa e il desiderio di noi donne di possederla sono nate numerosissime copie. Alcune vere e proprie truffe, cioè falsi che vengono spacciati per veri, altre sono dichiarate conformi alle autentiche, altre ancora sono apparentemente uguali, cioè viene scopiazzato il modello, ma materiali, finiture e proporzioni sono diverse. Basti per esempio pensare alla Margaux Bag di Max Mara. Voi, però, non lasciatevi ingannare. Dovete sapere che le bags di Hermès difettate o fuori produzione vengono distrutte. Di conseguenza, un dipendente non può acquistarle e rivenderle ad un prezzo più basso.

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Se vi batte, quindi, il cuore solo a nominarla e se la Birkin è in cima alla vostra wish list, preparatevi a fare qualche rinuncia, a risparmiare sulle spese quotidiane, sulle uscite del week end o su regali ad amici, parenti e fidanzati, perché se la volete è giunto il momento di concentrare tutte le vostre risorse, psicologiche e finanziarie. Ma non è finita qui! Se dopo innumerevoli sforzi siete riuscite a mettere da parte la somma necessaria un altro piccolo ostacolo vi separa da quella che è considerata la “borsa delle borse”. Lunghissime file d’attesa, vi attendono, infatti, nelle boutiques di tutto il mondo. La Birkin, però, non è solo un accessorio né la borsa clou della stagione che tutte vorremmo avere per essere all’ultima moda: la Birkin è una vera e propria leggenda e a volte mi capita di pensare se Jane Birkin, icona della swinging london, globetrotter di vocazione, bella e intrigante, non fosse mai esistita, probabilmente neanche la Birkin Bag di Hermès esisterebbe. O forse no? In ogni caso: grazie Jane!

Immagini tratte da: www.purseblog.com

Autrice: Barbara Severgnini

LOUIS VUITTON: FLEUR DE JAIS.

martedì 12 ottobre 2010

Reinterpretato. Stravolto. Ideato ad ogni nuova collezione in modo originale. Amato od odiato, ma sempre al braccio delle fashion victim di tutto il mondo. È il classico tessuto monogram canvas, che da quando è stato inventato nel 1932 ha fatto la fortuna della Maison Louis Vuitton. Nel l997 le cose, però, cambiano. Marc Jacobs viene chiamato a ricoprire il ruolo di direttore creativo della casa di moda francese e ad ogni stagione crea modelli insoliti e creativi, grazie anche alla collaborazione di artisti come Takashi Murakami o Stephen Sprouse. La stagione autunno/inverno 2010-2011 non fa eccezione. Dopo la deludente collezione della primavera-estate 2010, una delle più discutibili, lo stilista americano sembra tornato sui suoi passi, disegnando una linea di borse dall’allure vintage e dalle forme classiche. In particolare il Monogram Fleur de Jais ha affascinato moltissime appassionate ed addette ai lavori. Si tratta, infatti, di una delle linee più intricate…e indiscutibilmente la più bella! Il famoso tessuto monogram rinasce, come la fenice dalle sue ceneri, ancora una volta nella mente del talentuoso Marc, che per questa stagione ha deciso di impreziosirlo con ricami in paillettes e tessuto velour che formano particolari motivi floreali sul canvas, donandogli un effetto molto elegante. Sono solo tre i modelli che fanno parte di questa collezione: l’intramontabile Speedy, la nuova pochette Manège e la Carrousel.

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Femminile e perfetta per un irresistibile look da sera, la Manège può essere portata a mano o al polso, grazie ad un laccio laterale in vacchetta naturale. Come la Carrousel, questa elegante pochette presenta una chiusura in pelle di vitello grana nera, decorata dal caratteristico S-lock in ottone dorato, tipico dei bauli della Maison. All’interno è dotata, inoltre, di una tasca piatta e sulla fodera si può notare la targhetta di Louis Vuitton Inventeur. Il costo è di 1440 euro.

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Dallo stile retrò la Carrousel è stata definita dallo stesso Marc Jacobs il modello icona della collezione invernale. Simile nelle rifiniture alla Manège, questa borsa fonde insieme eleganza e glamour, grazie anche al pratico manico in vacchetta naturale e al portachiavi a clochette. Dalle misure 26cm x 17cm x 15 cm, può essere acquistata in boutique al prezzo di 1960 euro.

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Per quanto riguarda la Speedy, non servono molte parole. Disegnata per la prima volta nel 1930 è diventata una delle borse più vendute della casa di moda francese. Per questa stagione, viene impreziosita da seducenti ricami floreali, pailletes e finiture in pelle di vitello nera, con l’aggiunta di un portachiavi a clochette, attaccato ai manici, che rimangono in vacchetta naturale. È stata realizzata in un’unica misura (30 centimetri), ma risulta perfetta per poter essere portata sia di giorno che di sera. Insomma, la borsa assolutamente da avere o da noleggiare su www.myluxury.biz.

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Immagini tratte da www.ilvoelv.com e dall’inserto Accessori di Glamour.

Autrice: Barbara Severgnini