Archivio di novembre 2010

UN LIBRO…NO UNA CLUTCH!

domenica 28 novembre 2010

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Tutti, dal New York Times ai blogger più attenti, parlano di Olympia Le-Tan. Del suo stile femminile, ricco di citazioni “alte” sapientemente coltivate in un terreno iper pop. E soprattutto delle sue minaudière e beauty case, magici facsimili delle prime edizioni dei classici della letteratura, divenute ormai un cult. Lei, trentaduenne dagli occhi di gatto, emana una dolcezza raffinata, tanto che sulle etichette delle sue mini bag c’è scritto: “Made in Paris with love”. Cresciuta in mezzo ai libri grazie al padre (l’illustratore vietno-francese Pierre Le-Tan), famoso collezionista, Olympia ha imparato a cucire sin da piccola, aiutata passo dopo passo dalla nonna materna. Ad una prima occhiata le sue creazioni sembrano veri libri tascabili, magari scovati su una bancarella di un mercatino vintage o in un angolo remoto della libreria. Ad uno sguardo più attento si rivelano, però, essere delle strepitose clutch, interamente cucite a mano e ricamate a piccolo punto. Ogni pezzo viene, poi, rifinito nei minimi dettagli. Le applicazioni sono di panno. I ricami di seta. Gli interni rivestiti solo con stampe liberty.

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Per questo autunno/inverno Olympia si ispira agli anni Quaranta, al surrealismo e a quei libri diventati così famosi, che si sono trasformati in film. Ecco allora “Dracula” accanto alla “Bella e la Bestia” o “Lettere ad un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke appoggiato su “Addio, mia amata” di Raymond Chandler. Sono borse uniche. Preziose. Esclusive. In vendita solo in poche boutique specializzate come 10, Corso Como a Milano o on line sul sito di Colette. Come una vera e propria dichiarazione parlano d’amore. L’amore per i libri!

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Immagini tratte da: www.colette.fr e www.olympialetan.com

Autrice: Barbara Severgnini

WE LOVE PROENZA SCHOULER

giovedì 25 novembre 2010

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Pochi conoscono la PS1 ed è un vero peccato perché non stiamo parlando della famosa consolle di giochi della Sony, ma di una borsa. Mi correggo: di una delle borse di culto più desiderate dalle bag addicted! Creata da Lazaro Hernandez e Jack McCollough nel 2008 ha avuto in pochissimo tempo un successo straordinario, soprattutto tra le celebrities come Mary Kate Olsen e Leighton Meester. Un successo che nemmeno il duo di stilisti newyorkesi si aspettava! Usciti dalla Parsons School of Design di New York, Hernandez e McCollough hanno deciso di creare nel 2002, unendo i cognomi da nubili delle loro madri, Proenza Schouler. Grazie ad un’abbondanza di talento, il marchio è salito subito alla ribalta della cronaca mondana, attirando l’attenzione di giornalisti ed addetti ai lavori, che ne hanno apprezzato lo stile metropolitano e la perfetta costruzione dei loro abiti. Nel 2008, quando hanno cominciato a pensare alla forma da dare alla loro prima linea di borse, hanno disegnato immediatamente una borsa da giorno, comoda e pratica, senza loghi o dettagli stravaganti che la rendessero troppo opulenta e sfarzosa. Nella loro ricerca si sono fermati in Italia dove hanno scoperto alcuni artigiani pellettieri che tagliano e cuciono le pelli in maniera perfetta. Grazie alla loro abilità manuale nasce così una delle borse più belle di questi ultimi anni: la PS1.

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Ancora poco conosciuta in Italia, la PS1 è una borsa estremamente pratica. Dalla forma rettangolare, è dotata di manico e di tracolla, in modo tale da essere portata sia come handbag che come shoulder bag, e di fibbie, che ne impreziosiscono il fronte. Lo spazio all’interno è assicurato, poi, da tanti vani di diverse dimensioni, con varie tipologie di chiusura. Tra i colori di questo autunno/inverno, sconsigliati il nero e il marrone. Proenza Schouler punta su tonalità come il verde oliva, per uno stile militar-chic, o il lampone, perfetto per l’inizio dell’autunno, quando le giornate iniziano ad accorciarsi e il freddo diventa ogni giorno più pungente. Bellissima anche la variante in suede in grigio chiaro. Il prezzo è da vera it-bag e varia a seconda della dimensione (medium, large e extra-large). Su www.net-a-porter.com si parte, ad esempio, da 1365 euro. Tuttavia la PS1 è una borsa fatta per durare e a differenza nostra non soffrirà il passare degli anni, ma conserverà intatto il suo fascino.

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Immagini tratte da : www.purseblog.com e www.net-a-porter.com

Autrice: Barbara Severgnini

 

FIRME DIGITALI

lunedì 22 novembre 2010

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A volte le collaborazioni nascono quasi per caso. Arrivano e con la loro forza portano una ventata di aria fresca. Una nuova linfa vitale. Kipling, marchio belga diventato famoso negli anni Ottanta, da un po’ di tempo aveva perso il suo antico splendore. Isabelle Cheron, nuovo e promettente direttore creativo del brand, ha chiesto aiuto a Peter Pilotto, il duo stilistico formato da Peter con Christopher De Vos, che dopo appena una manciata di sfilate ha raggiunto il successo, diventando in pochissimo tempo uno dei marchi preferiti di attrici e celebs da Rihanna a Kate Bosworth, passando per Michelle Obama. Vincitori del prestigioso British Fashion Awards nel 2009, Peter e Christopher hanno studiato entrambi alla prestigiosa Royal Academy di Anversa, dove si sono conosciuti e dove hanno appreso quel gusto sperimentale che caratterizza le loro creazioni. Come la nuova linea di borse che hanno deciso di realizzare in co-branding per Kipling. Linea che comprende ben 11 borse, tra tracolle, shoppers e zainetti, e 5 accessori in nylon, realizzate con stampe fotografiche elaborate al computer.

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Due le varianti di fantasia disponibili: Galaxy, con stampe galattiche e cromatismi stellari, e Machine, dove sono state utilizzate immagini di traffico ingigantite. Non manca, inoltre, il simbolo identificativo di Kipling: la simpatica scimmietta in pelo, che porta il nome dei dipendenti del marchio, sparsi in tutto il mondo. Ampie, leggere, di tessuto impermeabile e rifinite con cura nei minimi dettagli, le borse Kipling for Peter Pilotto ci trasporteranno in un viaggio intergalattico e lontano, trasformandoci in una sorta di nomade planetario che esplora e scopre nuovi spazi interstellari. Già disponibili on line e nei negozi sono perfette per chi ama sognare ad occhi aperti. Per chi sa unire praticità e dinamismo. Per chi vuole essere trendy, ma senza troppi sensi di colpa, pensieri e rimorsi!

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Immagini tratte da: www.kipling.it  

Autrice: Barbara Severgnini

IL FASCINO ROMANTICO DI BLUGIRL

venerdì 19 novembre 2010

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Da sempre fedele e coerente al proprio DNA, Blugirl Blumarine è sinonimo di una femminilità e di un romanticismo unico, definito e riconoscibile. Un romanticismo che si può riscontrare anche nei suoi accessori: eleganti ed eclettici. Assolute protagoniste di questa stagione, le borse definiscono lo stile di una vera it-girl, seducente e iperfemminile che sceglie dettagli fur e piccoli tocchi gioiello, tacchi vertiginosi e fantasie animalier. Il mondo Blugirl si colora così di accessori glamour: borse, scarpe, cinture, bijoux e occhiali…per essere sempre up-to-date, per osare con maliziosa ingenuità, per avere il tocco frizzante che rende personale e seducente ogni look.

tracolla in pelle laminata

pochette in raso di seta

Mai come in questo autunno/inverno, Anna Molinari propone una grande ecletticità di forme e materiali: grandi e morbide sacche in pelle, borse monospalla in nappa, bauletti in nylon trapuntato, pochettes in raso, bandoliere, polsiere in ecopelle lucida o semilucida, mini bag in camoscio, stampe animalier. Il tutto arricchito da dettagli esclusivi e personalizzati come fibbie, borchie, pendenti, ciondoli, pietre colorate e strass ricamati. La palette di colori propone le calde tonalità del marrone e del cipria mixate a flash di verde smeraldo, rosso rubino, blu cobalto e fucsia. Perché consigliarle? La risposta è davvero molto semplice: sono belle, comode, ma soprattutto hanno un prezzo veramente ottimo…alla portata di tutte!

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Immagini tratte da: www.style.it e www.graziamagazine.it

Autrice: Barbara Severgnini

RITORNO AL 1973

martedì 16 novembre 2010

Per l’autunno-inverno 2010/2011, la maison Gucci ha deciso di rivolgersi al passato, alla ricerca di una tradizione perduta, presentando un’intera collezione di borse dedicata al 1973. Una tendenza che accomuna molti altri brand, come Louis Vuitton e Prada, che, dopo essersi avventurati in percorsi molto audaci con le collezioni precedenti, hanno deciso di recuperare la bellezza dello stile di un tempo. Con “Gucci 1973″ Frida Giannini ha voluto rendere omaggio all’eleganza degli albori della casa di moda fiorentina, una delle più importanti e amate soprattutto nei ruggenti anni Sessanta e Settanta, con una serie di borse dal mood vintage, dal taglio classico e bon ton e dalle linee essenziali, realizzate in pelle, camoscio o in materiali più pregiati come coccodrillo e pitone. Modelli senza tempo, senza nessun fronzolo o decorazione, ma con pochi dettagli inconfondibili: il morsetto, una targhetta per nome staccabile con marchio gucci crest in rilievo, l’inconfondibile nastro verde/rosso/verde o il logo della doppia G del fondatore della casa di moda, Guccio Gucci, proveniente dagli archivi del brand, ma rivisitato da geometrie più nette e definite. Oltre all’intramontabile nero, i colori dominanti sono quelli della terra, dal sabbia al tabacco, fino al beige, anche se non mancano colori più audaci come il rosso o il viola. MyLuxury ha deciso di puntare su due modelli di questa collezione: la New Pelham Hobo Bag e la Croisette Leather Shoulder Bag.

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La Croisette Leather Shoulder Bag è un’elegante borsa da spalla perfetta sia per il giorno che per la sera, che grazie alle dimensioni contenute e alla catena in metallo asportabile si trasforma all’occorrenza in un’elegante pochette. Estremamente versatile grazie alla sua forma rettangolare e classica, è impreziosita da una particolare chiusura in bambù e da una serie di lacci decorativi, che ornano la parte centrale.

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La New Pelham è realizzata in tessuto GG con finiture in pelle marrone chiaro. Il manico corto è regolabile ed è dotata anche di una tracolla intrecciata staccabile. La chiusura, con il tipico morsetto, è l’unico decoro che si concede questa borsa, già importante anche senza ulteriori orpelli. Si tratta, infatti, di una hobo bag comoda e capiente e dall’inconfondibile aria elegante, in grado di dare, grazie a quel suo aspetto un po’ retrò, un tocco ricercato a qualsiasi outfit scelto.
“Gucci 1973″ è una collezione minimal che piacerà sicuramente non solo alle nostalgiche, ma anche a chi non era ancora nata, ma ha voglia di vivere quell’allure e quell’eleganza propria di quei tempi.

Immagini tratte da: www.myluxury.biz

Autrice: Barbara Severgnini

UN VERO TALENTO: ELENA GHISELLINI!

sabato 13 novembre 2010

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Spesso dietro le grandi firme della moda si nascondono giovani stilisti pieni di talento, che vivono e lavorano nell’ombra. Elena Ghisellini è una di queste persone. Per anni ha lavorato con Trussardi e Ferragamo e ora collabora alle collezioni accessori donna di Givenchy. Elena, però, da qualche anno ha voluto mettersi in gioco, creando un marchio tutto suo. La sua storia è il racconto di uno stile che nasce e cresce con lei, da Genova, la sua città di origine, a Firenze dove ha fondato l’azienda di borse che porta il suo nome. Le sue collezioni ruotano attorno a costanti elementi di base: qualità della pelle, dinamicità dei modelli, pulizia dello stile. Le borse diventano così un accessorio elegante ed estremamente pratico grazie a manici, tracolle, zip e compartimenti chiusi. Qualche difetto? Purtroppo vende solo in poche boutique specializzate o on-line sul sito internet di Luisa Via Roma, dove tra un click e l’altro potreste imbattervi nella Leather & Gold Chain Shoulder Bag o nella Grainy Washed Lambskin Tote. Due borse, un unico stile. Quello di Elena.

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La Grainy Washed Lambskin Tote all’apparenza è la classica borsa che si può portare sia a mano sia a spalla, grazie alla comoda tracolla. In realtà questa borsa è capace di trasformarsi in un oggetto ripiegabile secondo la filosofia chic della flexible couture, che le permette di cambiare forma. Realizzata interamente in pelle di vitello granulata, è il risultato di un ottimo lavoro artigianale basato su uno studio innovativo e moderno del materiale, che le conferisce quell’effetto stropicciato. Inoltre, la tonalità grigio scuro la rende estremamente versatile e perfetta per essere indossata con qualsiasi look.

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La Leather & Gold Chain è, invece, una borsa che si porta a spalla, particolarmente comoda se siamo sommerse dai sacchetti della spesa o se il nostro adorato cucciolo inizia a tirarci come un forsennato. È disponibile sia in nero che in marrone, anche se quest’ultimo colore ne esalta in modo particolare il pellame, a grana spessa e in cuoio granuloso. La ciliegina sulla torta è data dalla spessa catena d’oro che decora la parte anteriore, ma che può essere utilizzata anche come tracolla, in sostituzione di quella più lunga. Se non dovesse, però, piacervi, la catena può essere facilmente staccata, anche se commettereste un grosso errore. Si tratta di un semplice dettaglio, ma capace di conferire alla borsa un segno distintivo. Inconfondibile. Il segno di Elena Ghisellini.

 

Immagini tratte da: www.polyvore.com

Autrice: Barbara Severgnini

LVMH TENTERA’ LA SCALATA AD HERMES?

mercoledì 10 novembre 2010

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Da quando ho letto la notizia che Lvmh detiene il 17,1% del capitale della concorrente Hermès, “Perché?” è la domanda che mi faccio più spesso in questi giorni. Perché investire 1,45 miliardi di euro se non si intende lanciare nessuna OPA né tantomeno prendere il controllo della maggioranza? Solo per il bene della famiglia e della Francia? Pare proprio di sì, almeno a quanto ha dichiarato monsieur Bernard Arnault, presidente del gruppo Louis Vuitton Moet Hennessy: “Non intendo rilevare la maggioranza, non intendo chiedere un posto nel consiglio di amministrazione, non intendo contestare le strategie della famiglia Dumas e del management: voglio aiutare la famiglia e la Francia a proteggere il valore incontestabile di un marchio-icona”. A questa improvvisa bontà non crede, però, nessuno. Non ci credono gli analisti. E soprattutto non ci crede Hermès. Che alla notizia ha diffuso un comunicato per ribadire che la famiglia (la quale controlla il 72% circa del capitale) non ha alcuna intenzione di vendere e che la struttura societaria del gruppo (un’accomandita per azioni) è tale da impedire una scalata. Posizione ribadita, con maggior forza, dopo una riunione del consiglio di gestione e del consiglio di sorveglianza che sono sembrati veri e propri vertici di guerra. “Gli incontri - si legge nella nota diffusa da Hermès - si sono svolti in seguito a movimenti non sollecitati sul capitale e si sono conclusi con la conferma da parte della famiglia della sua totale unità e dell’unanime volontà di conservare il controllo del gruppo nel lungo periodo”.

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Staremo a vedere, anche se qualcuno sull’unità della famiglia storce il naso. Dopo appena cinque mesi dalla scomparsa di Jean-Louis Dumas, artefice della quotazione in Borsa e del balzo nell’Olimpo della griffe, qualche crepa tra i 50-60 eredi sembra essersi aperta. Ipotizziamo come dicono i comunicati ufficiali che Lvmh non ha acquistato le azioni dalla famiglia Hermès, come mai allora le ha pagate mediamente 80,50 euro l’una, quando oggi costano circa 176 euro? 80,50 euro era, infatti, la quotazione di un anno e mezzo fa, più precisamente del marzo 2009. A questo punto le opzioni sono due: o l’uomo più ricco di Francia, settimo a livello mondiale secondo la rivista americana Forbes, zitto zitto, da anni rastrella in Borsa piccoli quantitativi dell’azienda concorrente, oppure qualcuno degli eredi della famiglia Dumas ha ceduto la propria quota. Alternative non ce ne sono. Punto.

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In questa intricata vicenda, però, i misteri non finiscono qui. Ha spiegato Patrick Albaladejo, vicedirettore generale responsabile dello sviluppo strategico e dell’immagine di Hermès: “Ci sono le regole di mercato sul superamento delle soglie, ma c’è anche lo statuto di Hermès, che impone agli azionisti di palesarsi quando superano una determinata quota. E da Lvmh non abbiamo mai avuto alcuna comunicazione”. Se, quindi, Bernard Arnault comprava azioni Hermès da anni, ha utilizzato un articolato sistema di portage per fare in modo che nessun pacchetto fosse superiore al 5%, soglia oltre la quale il possesso di titoli va comunicato all’Authority di controllo dei mercati finanziari (Amf). Avvertendo Hermès della quota in suo possesso solo pochi giorni fa. Secondo Luca Solca, analista di Sanford C. Bernstein a Londra non si fanno simili operazioni in Francia senza che “i grandi palazzi e l’establishment” ne siano informati. In sostanza, aggiunge Solca, un numero così grande di azioni con uno sconto così significativo non sarebbe altrimenti possibile. Quel che è certo è che la grande battaglia del lusso è cominciata. Non mancheranno sorprese né colpi di scena. Non ci resta che attendere le prossime mosse!

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Fonte: Paola Bottelli del Sole 24 ore

Immagini tratte da: www.modaemodi.org; berlin.unlike.net; www.leiweb.it; www.fashionphile.com; www.timebooth.com; www.luxuo.com; www.thetechherald.com

Autrice: Barbara Severgnini