Archivio di gennaio 2011

LAVORI IN CORSO

lunedì 31 gennaio 2011

È ormai chiaro a tutti: c’è la crisi. E un po’ ci siamo abituati. Ai cali del Pil. Alle scivolate della Borsa. A quelli che fanno i pendolari tra una vetrina e l’altra, ricchi di fantasia, ma non di denari. Eppur qualcosa si muove. Dal web e da piccole realtà indipendenti, arriva timido il palpito di una rinascita che riporta alla luce capacità dimenticate. E visioni del mondo votate al recupero delle tradizioni, alla creatività, all’ecologia. Il segreto anticrisi? Il fai da te. Le stime parlano chiaro: il sito Etsy, portale di compravendita di manufatti di ogni genere, dichiarava nel 2005, primo anno d’attività, un traffico di 166 dollari. Oggi il giro d’affari è di 48 milioni con 2 milioni e mezzo di utenti al giorno. Si va dalla responsabile risorse umane, ora in pensione, che crea cuscini con volti femminili, all’artista Harriete Estel Berman che realizza sculture, gioielli e teiere con latta riciclata, fornisce suggerimenti e aiuti a chi volesse diventare un professionista dell’art&craft e cura un blog aggiornatissimo (www.harriete-estel-berman.info). Fino a Rob Ryan, noto maestro inglese del paper cut.

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E, poi, c’è lui: David Shock, che trasforma degli insulsi recinti in plastica in particolarissime borse, realizzate sotto il suo sguardo attento con i tipici film bucherellati per lavori in corso, quelli dal classico color arancio e texture forata, utilizzati in tutto il mondo per delineare le aree dei lavori. Se già state pensando che il rischio perdita oggetti è in agguato, non temete: all’interno della borsa c’è una fodera di feltro, indispensabile custodia di tutto il vostro mondo. Le Ornjbags non sono le borse dell’anno, ma con il petrolio alle stelle, il clima impazzito e un’emergenza rifiuti incombente tutti dovremmo cambiare qualcosa nel nostro stile di vita. Shock ci prova, dandoci l’esempio concreto come anche da oggetti effimeri e prodotti di scarto possano nascere belle idee. Noi apprezziamo lo sforzo e voi, siete pronte per il fai da te? 

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Immagini tratte da: www.etsy.com

Autrice: Barbara Severgnini

ITALIAN TOUCH

venerdì 28 gennaio 2011

È nell’aria. Un bisogno forte di riappropriarsi dell’eccellenza. Di recuperare quel “tocco italiano” che si alimenta di eleganza, leggerezza e impegno. L’Italia è un paese di grandi tradizioni. Anche industriali. Soprattutto nelle aziende tessili, colonna portante del sistema della moda nostrano. Realtà che si sono evolute, in sinergia con designer e stilisti, e sono arrivate a conquistare il mondo, rimanendo però “coi piedi per terra”, ben radicate cioè al territorio di appartenenza. Qualche esempio? Distretti produttivi come la provincia di Biella, dove ha la sua sede dal 1862 Barbisio, azienda storica specializzata nella lavorazione di cappelli, che ha saputo stare al passo coi tempi, lavorando il feltro su forme classiche, ma con tecno-trattamenti di nuova generazione.

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Prende invece il nome del fiume che scorreva accanto all’originario opificio ottocentesco, la Herno, che da Lesa sul lago Maggiore si è fatta conoscere fin dagli anni Cinquanta per i suoi impermeabili, pura espressione di sartorialità e di buon gusto italiano. La sua storia unisce tradizione e contemporaneità, attraverso la ricerca di tessuti tecnologici ad alta performance. Tessuti che hanno conquistato marchi come Jil Sander, Armani, Prada, Hermès, Louis Vuitton e Ralph Lauren. 

hernoSta conoscendo sempre maggior successo poi Zagliani, azienda fondata negli anni Trenta specializzata in accessori di coccodrillo, rinnovati grazie alle sperimentazioni di Mauro Orietti Carella. Ex studente in chirurgia plastica, Carella ha attuato una lavorazione del cocco a base di iniezioni di silicone e resina. Per borse e borsette morbide, soffici al tatto e estremamente resistenti. Diventate subito un fashion must.

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Immagini tratte da: www.barbisio.it; www.herno.it e www.zagliani.it

Autrice: Barbara Severgnini

LA KELLY

martedì 25 gennaio 2011

È il genere di borsa per cui si può spendere un intero stipendio senza sentirsi troppo in colpa. Vi durerà tutta la vita. Non passerà mai di moda. E con gli anni diventerà ancora più bella. È il genere di borsa che ha lo stesso valore oggi di settant’anni or sono, quando fece il suo debutto sul mercato. E fra altri settant’anni, non appena vostra nipote la vedrà, tenterà di rubarvela. Quando sarete pronte e in grado di spendere una grossa cifra, sappiate che ce ne sono pochissime per cui vale davvero la pena compiere questa follia. La Kelly di Hermès è assolutamente una di queste. Tra le più famose e desiderate. Fissa al braccio di tutte le celebrities. Questo magnifico oggetto del desiderio, in realtà, nasce a metà dell’Ottocento, come porta sella da caccia, dedicato, quindi, rigorosamente agli uomini. Soltanto negli anni Trenta, la maison francese, riducendolo nel formato, ne fa una borsetta da donna vera e propria. Pratica. Resistente. Utile per gli spostamenti in macchina.

Sarà Grace Kelly, principessa di Monaco, a renderla famosa, quando nel 1955, incinta di Carolina, per proteggersi dai flash dei fotografi, la alza a difesa del pancino. Immortalata da tutti i giornali, l’immagine fece il giro del mondo ed ebbe un impatto enorme, a tal punto che tutte le signore benestanti si precipitarono ad acquistarla. Da quel momento diventa la Kelly. Tuttavia, è solo 21 anni dopo che la borsa fu chiamata ufficialmente con questo nome.

Realizzata interamente a mano da esperti artigiani, la leggenda narra che siano necessarie 18 ore di lavoro e 20 passaggi per farne una. Oggi è disponibile in otto misure: dalla mini mini Kelly alla Kelly 50, ma il modello più diffuso resta la Kelly 32. Declinata in diverse varianti di colore. In infiniti materiali, dal vitello alla lucertola, dal coccodrillo allo struzzo. Per un totale di oltre 200 possibili combinazioni, tra cui una versione in jeans, in visone rasato, in shearling, con chiusura gioiello in oro o in diamanti.

Oltre alla sua conosciutissima forma trapezoidale, il suo fondo rigido sorretto da quattro piedini metallici, per poggiarla senza problemi a terra, il rivestimento in marocchino, l’impugnatura curvata e scolpita, ci sono dei particolari essenziali, dei dettagli “cult”, che distinguono la Kelly da qualsiasi altra borsa: le cinghie che s’incrociano sul rocchetto e la chiusura metallica, che può essere chiusa con un lucchetto o con una chiave, nascosta di solito nell’inserto di pelle attaccato al manico. Tutti la desiderano. Tutti la vorrebbero. Due le scelte possibili. O noleggiarla su Myluxury. O avere la pazienza di mettersi in lista d’attesa e aspettare…a volte anche più di un anno!

 

Immagini tratte da: www.purseblog.com e www.myluxury.biz

Autrice: Barbara Severgnini

FRANGE RUGGENTI

sabato 22 gennaio 2011

Nell’età del jazz, le chiamavano flapper girl. Erano, per intenderci, le “punk” dell’epoca. Capelli à la garçon. Sigaretta sempre in bocca. Bicchiere di scotch nonostante il proibizionismo. E, soprattutto, frange su frange. Vere rivoluzionarie in abito da sera. Femministe ante litteram con il rossetto e le calze di seta e con i loro vestitini danzanti, in perenne movimento. Tanti anni sono passati d’allora, ma le frange continuano a ritornare, per decorare gli abiti, ma soprattutto le borse più hippy di stagione. Per flapper girl di oggi.

Per la stagione autunno-inverno 2010/2011, Michael Kors, stilista americano molto amato dalle star di Hollywood, ha realizzato per la sua linea giovane una hobo bag in suede ornata da una cascata di frange. Morbida. Soffice. Trendy e carina. Prettamente invernale, ma che potreste sfruttare anche nei mesi primaverili. Profilata da una catena di metallo dorato e foderata in tessuto bianco perlato, la borsa è dotata anche di una lunga tracolla intrecciata marrone, che vi permette di portarla anche a spalla. Adatta a tutte le occasioni, la potete acquistare su net-a-porter o nel negozio monomarca di Milano, in via Sant’Andrea.

 

Come la hobo bag di Michael Kors, la Miu Miu Leather Fringe è  arricchita da una cascata di frange, che decorano la parte inferiore. In tempi di saldi è una borsa assolutamente da tenere d’occhio per gli infiniti dettagli di stile. Il moschettone della chiusura, in metallo color oro invecchiato. Il grazioso decoro di nodini, da cui partono le frange. L’ampia tasca, chiusa da una zip, che si trova nella parte posteriore. Il discreto logo Miu Miu. La lunga tracolla in dotazione. L’interno, foderato in tessuto nero. Insomma una borsa abbastanza classica, dal colore neutro e delicato, che vi farà compagnia, ne sono certa, per…molto molto tempo!

 

Immagini tratte da: www.net-a-porter.com e www.flannelsfashion.com

Autrice: Barbara Severgnini

COCCA BAG

mercoledì 19 gennaio 2011

Di graffiature effetto coccodrillo e zebrature in bianco e nero non può fare a meno la passerella autunno/inverno di Blumarine che, stagione dopo stagione, propone un tripudio di stampe animalier, replicate in versione mini o maxi su giacche, completi, cappotti e borse. Tutti in perfetto coordinato. Consigliato indossare un capo alla volta, che sia il trench doppiopetto o l’abito mosso da frange maliziose, quest’ultime usate quasi fossero un antidoto per stemperare tanta grinta ruggente. Dettaglio indovinato, le frange fanno capolino anche sulle grandi borse morbide, in tessuti patchwork e pure sui bracciali, quasi polsiere dal tocco fetish.

La Cocca bag è  la borsa più richiesta in casa Blumarine accessori. La più ammirata. La più rock. Ispirata ad una maxi sacca in chiave lusso, è in nappa o camoscio, cavallino stampato zebra o laminato. Ha doppi manici con nodi marini e frange laterali, impreziosite da cristalli e borchie ricamati a mano. La base più stretta rispetto al corpo favorisce l’effetto arricciato che la caratterizza. Il nome Cocca esprime l’entusiasmo nei confronti della borsa più scatenata, più giovane, più glam…la “cocca” di casa Blumarine.

 

Immagini tratte da: www.blumarine.com

Autrice: Barbara Severgnini

B.B. BAG

domenica 16 gennaio 2011

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76 anni. Icona sexy degli anni Cinquanta, dal corpo di efebo e musetto da pechinese. Capelli spettinati. Spirito anticonformista. Grinta da vendere. Sorriso affascinante e cuore battagliero. È Brigitte Bardot, pioniera della moda giovane, che posava con i jeans pinocchietto e le ballerine ai piedi e che lanciò in Europa il bikini e poi il topless. Maliziosa, spontanea, sensuale, dallo stile unico, capace di influenzare per sempre moda e costume con la sua fascia nera tra i capelli, gli occhiali dalle grandi dimensioni e dall’eccentrica montatura, l’eyeliner marcato, le gonne a ruota, gli abiti di percalle, le sciarpe, portate come turbanti, i pantaloni aderenti a sigaretta e i suoi bikini in tessuto rosa vicky. Immagini nostalgiche, eterne, senza tempo, di una bellezza che non c’è più. Una vera e propria rivoluzione la sua poiché il vero sovvertimento ci fu soprattutto nella testa, tra ideali di pace e amore. B.B. è semplice, genuina e insolente, capace di catturare a prima vista, con lo sguardo, il sorriso, il celebre broncio ed i suoi capricci. Una femminilità libera e sfacciata. Ma vera. Autentica.

Lancel, storica griffe di maroquinerie made in France, dedica al mito del cinema francese una borsa in fibre naturali, tutta “verde”, fatta cioè con materiali ecofriendly, senza l’utilizzo di pellami e senza processi chimici. Una borsa che rispetta la natura e gli animali, in sintonia con la filosofia animalista dell’attrice. Basti pensare che la stessa B.B. ha partecipato alla sua progettazione, chiedendo che fosse realizzata in alcantara, cotone bio e tinte vegetali. Non solo. Le curve del suo corpo, il decolleté prorompente, il suo stile hanno ispirato la struttura stessa della Bardot Bag, che è esattamente come lei: spontanea e audace. Comoda. Easy. Perfetta per essere indossata in qualsiasi occasione per la sua eleganza inconfondibile fatta di piccoli dettagli: gli charms gioiello, che riproducono le sue iniziali, il manico nero, che ricorda la classica fascetta indossata sulla cascata di boccoli biondi, gli inserti in tessuto vichy, i lacci della chiusura. Non sarà la nuova Kelly o la nuova Birkin, ma vi farà sicuramente rivivere le atmosfere magiche di Saint Tropez e anche se solo per poche ore vi sentirete un po’ novelle B.B.

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Immagini tratte da: www.lancel.com

Autrice: Barbara Severgnini

MIU MIU COFFER BAG

giovedì 13 gennaio 2011

Intramontabile e sempre molto amata, tanto da diventare la borsa simbolo di Casa Miu Miu. Femminile e raffinata. Facile da indossare. Adatta a valorizzare i look più diversi. È la Coffer bag, la splendida hobo bag plissettata della linea giovane di Prada. Con le sue maniglie intrecciate e la lunga tracolla, che potete regolare secondo le vostre esigenze, la Coffer è utilizzabile sia come borsa da giorno che come accessorio elegante da sera. Realizzata in morbida pelle, è impreziosita da inserti metallici, in oro o in argento, che le danno un’aria un po’urbana e un po’romantica. Davvero capiente, oltre che leggerissima, vi permette di portare con voi tutto il vostro mondo grazie a due ampie tasche, chiuse da due pattine con bottone a pressione, presenti nella parte anteriore, e ad un’ampia tasca zippata, che potete trovare al suo interno. La gamma di colori è molto ampia, si va dal nero al marrone, dal prugna al grigio, fino alle tonalità più delicate come il lilla, il rosa e il bianco, perfette per l’inizio della bella stagione.

Le star di Hollywood se la sono accaparrata già da tempo. A noi non resta che correre a rompere i salvadanai. Ma se qualche dubbio vi attanaglia e la vostra sicurezza iniziale comincia a vacillare, niente paura. Su Myluxury potete noleggiarla. Per sette giorni e sette notti sarà vostra. E quando arriverà il corriere a riprenderla, la mente sarà sgombra da incertezze, paure, punti di domanda. Solo allora saprete se la Coffer bag troverà un posticino nel vostro armadio…un posticino che durerà, però, per tutta la vita.

 

 

Immagini tratte da: www.myluxury.biz e www.purseblog.com.

Autrice: Barbara Severgnini

LA REGINA DEL DESIGN: AMBRA MEDDA

lunedì 10 gennaio 2011

Lineamenti delicati. Occhi da cerbiatto. Grinta da vendere. È Ambra Medda, star del design, nata a Rodi da papà austriaco e mamma sarda, nota gallerista. Cresciuta in mezzo all’arte, tra Londra e Milano, Miami e New York, era fin da piccola una predestinata, sempre a suo agio tra aste e collezionisti. Nel 2005, a soli 23 anni, con l’allora compagno Craig Robins, fonda e dirige Design/Miami e Design/Basel, nuova formula fieristica che mette in relazione diversi ambiti creativi, permettendo uno scambio di idee e pensieri tra i giovani artisti, i media, gli sponsor, le gallerie. Introduce, inoltre, il concetto di “limited edition” nell’arredamento: pezzi unici e introvabili di grande valore. Il suo successo è immediato e dirompente. Attualmente, però, ha lasciato la direzione di Design/Miami a Marianne Goebl, anche se resterà come consulente creativo e membro delle commissioni di selezione.

 

Eclettica. Divertente. Originale. Un mix tra classico e moderno. Ama vestire mescolando pezzi vintage, ispirandosi alle eroine dei film di Hitchcock. È pazza per i cappelli e per le borse, in particolare per la Peekaboo, di cui ne ha un’intera collezione. I suoi cappellini con veletta sono ormai un must, abbinati spesso ad abiti Fendi, marchio con cui Medda ha stretto una partnership da qualche tempo e che vede l’azienda di moda sponsorizzare i progetti di design che stanno a cuore ad Ambra a Milano, durante il Salone Internazionale del Mobile. Alla sua età, 29 anni, ha anche trovato il tempo di laurearsi a Londra in lingua e cultura cinese. Un vero fenomeno!

 

Immagini tratte da: www.vogue.it

Autrice: Barbara Severgnini

UNA CHANEL…DA COLLEZIONE

venerdì 7 gennaio 2011

Prendete il classico motivo matelassé, la chiusura a vite con la doppia “C” e la tracolla-catena intrecciata. Aggiungete un pizzico di esprit parigino…et voilà: ecco la 2.55 di Chanel. Lanciata nel febbraio del 1955, questa borsa diventa presto un cult che si rinnova di stagione in stagione, ma senza perdere le sue peculiarità: una su tutte, i 180 passaggi necessari per la realizzazione di ogni pezzo. Oggi, in occasione della riapertura dello storico monomarca milanese in via Sant’Andrea, in pieno “quadrilatero della moda”, Karl Lagerfeld ha deciso di creare una nuova versione. Oversize. In veau grainé bianca. In edizione limitata. Al suo interno troverete così il marchio distintivo di ogni edizione speciale che si rispetti: una raffinata plaquette d’argento su cui vi è inciso “Chanel Milano Edizione Limitata”. Insomma…da collezione!

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Autrice: Barbara Severgnini

BRIVIDO FELINO

martedì 4 gennaio 2011

Non ammette mezze misure: lo si ama o lo si odia. Ma anche la più sobria delle signore o la più intransigente delle dark ladies quest’inverno ha ceduto almeno una volta all’accessorio maculato. Che può essere avvicinato con eleganza e misura. Un paio di guanti. Una mini tracolla. Una sciarpa in chiffon. Un paio di occhiali. O un cappottino slim e senza maniche, come visto in passerella da Kenzo. Piccoli pezzi, sufficienti per ribadire uno stile, perché mai come in questa stagione l’animal print ha conosciuto un successo straordinario. Fatto di capi a stampa zebra, ma anche leopardo, tigre, coccodrillo e pitone.

L’importante è capire, nell’animalier forse più che in ogni altro trend, quanto un capo si possa adattare ad una personalità, e viceversa. E quanto incida nel modificare l’orientamento estetico di un outfit. È necessaria, quindi, una scelta oculata perché di proposte per l’inverno ce ne sono molte. L’abito è il capo al quale prestare più attenzione, per non esagerare con volumi e forme. Le scarpe vanno accuratamente selezionate in base al look. La borsa rimane l’accessorio più glam e semplice da abbinare, dove è più naturale osare una stampa wild, anche molto evidente, purché in sintonia con il resto dell’outfit. Può essere un mix elegante e cittadino tra rettile e zebra, una minipochette un po’ leziosa, una handbag di pitone, preziosa e femminile. In ogni caso: vere chicche chic!

 

Autrice: Barbara Severgnini