Allarme rosso. Intenso e deciso, il carminio sarà una tra le tinte che infiammeranno la stagione invernale. Soprattutto se usato per abiti semplici. Tubini lineari. Cappotti sciancrati. Cardigan di cashmere. Se si ascoltano i principi della cromoterapia, risulterà naturale farsi influenzare positivamente da tanta vivacità. E poiché i colori agiscono sull’umore, la soluzione ideale è prima di tutto coordinarli al proprio stato d’animo, e poi passare agli accessori.
Con le sue linee pulite e la pratica falda, che rappresenta un modo elegante per proteggersi dai borsaioli, è ormai la preferita unisex da uomini e donne. È la cartella, la borsa prediletta dagli scolari di tutto il mondo, che, con l’arrivo dei computer portatili e più recentemente dell’iPad, sta godendo di un prolungamento nella vita adulta come alternativa alla valigetta ventiquattrore o alla tote bag. Christian Louboutin ha deciso di regalarle un tocco rock, decorando la patta della chiusura e i bordi laterali con piccole borchie metalliche. Si chiama Sweet Charity. È capiente, pratica e comoda. È dotata di una lunga tracolla regolabile, ma potete portarla anche al braccio grazie ad una catenella metallica più piccola. Ha un grazioso fiocco sul fronte, realizzato in suede, maglia di metallo e borchiette, che appare ingannevole perché assomiglia alla chiusura, una semplice clip magnetica nascosta sotto la patta.
Nonostante siamo in pieno autunno è già tempo di Cruise collection! In casa Gucci è arrivata Soho. Una shopping bag in pelle morbida. Foderata in cotone e lino naturali. Decorata da una grande nappa. E su cui spicca sul davanti il logo della doppia G in rilievo. In formato maxi, funziona con tutto. Con i toni neutri. Con quelli pastello. Ma anche con colori più accesi. Si tratta di una scelta coraggiosa, lo ammetto. Ma dopo l’ossessione color blocking, un po’ di rosso…che sarà mai!
Difficile ricordare l’ultima volta che una nuova linea di borsette ha suscitato tanto clamore quanto il debutto, nel 2008, della collezione Rocco disegnata dal venticinquenne Alexander Wang. Con i suoi bauletti, lo stilista americano, che da vero enfant prodige ha lanciato il suo marchio nel 2007 e ha già firmato anche linee di occhiali da sole e calzature, è riuscito a catturare il mood del momento. Creando una borsa con una forma classica che sarebbe invecchiata con grazia. Senza logo dello stilista in evidenza. E della misura giusta per passare con facilità dal lavoro a una cena fuori. Ma ciò che rende queste borse davvero particolari è il loro lato inferiore, del tutto inaspettato. Le fashioniste hanno trovato irresistibile il contrasto tra la classicità lineare del taglio e le file di borchie che ricoprono il fondo. Selvagge e allo stesso tempo formali. Anticonvenzionali. Punk-inspired. Ma capaci di trasformare la sovversione in eleganza.
Chiamatelo come volete. Pied-de-poule. Principe di Galles. O semplicemente bianco e nero. Il bicolore irrompe sulle passerelle con tratti evidenti e geometrie macro. Un classico della moda classica. Che oggi sa rinnovarsi. Anche per il più tradizionale tutto coordinato “abito-scarpe-borsa” come visto da Salvatore Ferragamo. Se non amate il total look, ecco alcuni piccoli consigli.
1. Sia in versione elegante, sia sportiva, le fantasie bicolor consentono solo abbinamenti minimal.
2. Per trasgredire: concessi accessori full color.
3. Come gioielli, solo brillanti, veri o falsi che siano.
Alle più timide, consiglio, invece, di puntare sugli accessori. Le ballerine di tweed con punta di pelle di Chanel (€ 420). La décolleté con tacco a spillo di Ferragamo (mio oggetto del desiderio). La bowling bag a motivo checked con maxi nappe di coccodrillo di Burberry. La tracolla regolabile di Stella McCartney, profilata di pelle. La cartella di See by Chloé. Pratica, capiente e perfetta 24 ore su 24. O la Muse two di Yves Saint Laurent, che, pur conservando le caratteristiche di sempre, cambia pelle, si trasforma e si riveste di morbido tweed. E non mancano nemmeno le proposte low cost: Asos, Carpisa, Karen Millen. La scelta è ampia. Ma alla fine avrete un autentico passepartout, capace di regalarvi un’eleganza senza tempo. Che non accenna a svanire.
Non posso fare a meno di condividere con voi un video di Simplynabiki, che ho appena scoperto su youtube e che vi mostra tutte le novità di make up che potete trovare in profumeria. Non mi resta che augurarvi buona visione!
Sarà il tormentone più eccentrico della stagione: vero, stampato, liscio o squamato, purché colorato. Anche effetto rainbow. È il pitone. Visto in passerella da Blumarine, Versace, Cavalli, Gucci. Miuccia (Prada) ha osato persino il cappotto appena sopra il ginocchio, gli stivali patchwork con tacco sagomato e la cuffietta aviator style rigorosamente in tema. Senza dimenticare maxi pochette e shopping bags, tutte realizzate in pitone lucido, inserti metallici con finitura in palladio, fodera in pelle e il classico logo lettering. Vastissima la gamma dei colori. Il pregiato pellame viene, infatti, sottoposto a delicate tecniche di tinteggiatura che vanno dal roccia al verde, dal pavone all’edera, dal nero all’amarena, fino al brandy.
Non solo Prada. Anche re Giorgio ha presentato per l’autunno inverno 2011/2012 una shopper in formato XXL, dal manico intrecciato, rifinita a mano e da cui pende il logo con le iniziali stilizzate GA. La ciliegina sulla torta è data dalla spessa catena d’oro e pelle, che decora la parte anteriore, ma che può essere utilizzata anche come tracolla, particolarmente comoda se siamo sommerse dai sacchetti della spesa o se il nostro adorato cucciolo inizia a tirarci come un forsennato. Se non dovesse, però, piacervi, la catena può essere facilmente staccata grazie ai comodi gancetti ai lati. Il materiale con cui è realizzata? Pitone, naturalmente!
Se volete sbizzarrirvi ancora di più, potete scegliere il bicolore. Marrone/fragola. Argilla/giallo. Blu notte/magenta. Sono i colori a contrasto delle nuove pochette di Tod’s. In pitone e lucertola. Dalla forma squadrata. Chiuse da una maxi fibbia di pelle con sopra un gancio in metallo dorato al centro del quale c’è un bottoncino su cui è inciso il nome della griffe. Femminile e perfetta per la sera, può essere portata a mano o al polso grazie ad un comodo laccio laterale. È un trionfo rettilistico che stride ancor più del solito con la vita delle persone “normali”. 3900 euro. 3500. 2900. Non sono cifre comuni. So che non mi dovrebbe fare effetto, si tratta di big brands del lusso. Ma me lo fa.
Avvistata. Al braccio delle modelle Heidi Mount, Patricia van der Vliet, Karmen Pedaru e Karlie Kloss. È la Hamilton Bag di Michael Kors, stilista americano molto amato dalle star di Hollywood. Re indiscusso dello sportswear di lusso. Di uno stile sofisticato, minimalista e anticonvenzionale. Misurato e disinvolto. Costruito con fatica, passo dopo passo, fin da quando a 19 anni disegnò la sua prima collezione per la boutique Lothar’s e che lo porta a Parigi, dove è stato per sette anni direttore creativo di Celine. La sua filosofia si rispecchia anche nella collezione di accessori, che disegna dal 2001. Borse, scarpe, cinture, occhiali e orologi. Sempre impeccabili e molto glamour.
La Hamilton Bag non fa eccezione. Fa parte della seconda linea dello stilista: Michael Michal Kors. Spaziosa e capiente. Dalla linea squadrata, chiusa da un semplice bottone a pressione e impreziosita dalla lunga catena metallica e dal lucchetto color argento su cui vi sono incise le iniziali MK. È in pelle granulata, ma si possono trovare anche altre versioni come quella trapuntata o a stampa cocco. Volete un altro motivo per acquistarla? 348 dollari. Il prezzo. Non vi basta? Allora voglio farvi io una domanda. Se l’hanno scelta top model che potrebbero permettersi qualsiasi it-bag, perché voi dovete rinunciarvi?
1969: Aldo Cipullo, designer di gioielli per Cartier New York, crea il bracciale “Love” d’oro giallo. Si tratta di un gioiello unisex. Semplice. Elegante. Moderno. Il lancio avviene nel 1970 ed è subito un successo strepitoso. La rivoluzione di questo bracciale consiste nel mettere in mostra ciò che solitamente si nasconde: le viti che lo decorano diventano il punto forte. Il bracciale viene letteralmente avvitato intorno al polso del partner con un cacciavite d’oro venduto insieme al gioiello. Durante la generazione di “fate l’amore non fate la guerra”, Love diventa il manifesto dell’amore per tutta la vita. Ne saranno testimonial coppie famose come Elizabeth Taylor e Richard Burton, Ali Mc Graw e Steve Mc Queen, Sofia Loren e Carlo Ponti. Oggi Love è ormai un oggetto di culto per sigillare l’eterno amore…un amore forse un po’ troppo costoso. La versione d’oro bianco costa 4560 euro. In oro rosa e pietre preziose € 5400. In oro rosa e pavé di diamanti € 28800. In oro, diamanti e onice € 31200. Non scoraggiatevi, però, di fronte a queste cifre. Quelli veramente nei guai sono i vostri fidanzati…in fondo mica dovete comprarlo voi!
Il miglio amico del cane? La donna. Una donna che si veste pensando anche a Fido. È l’idea moda di Francesca Trezzi, giovane designer che disegnava borse e calzature. Ma non le bastava. O meglio, non bastava alla sua cagnolina, la piccola Gwyneth, un jack-russel simpatico e intelligente che la segue passo passo nella sua avventura. Così nel giugno del 2002, Francesca decide di mettersi in proprio, creando capi e accessori abbinati per padrona e quattro zampe. Borse, pochette, calzature, ombrelli e tracolle, ma anche guinzagli, cucce, impermeabili e bandane per cani. Tutti realizzati rigorosamente a mano. In tessuti e materiali ricercati e inusuali. Ecco allora l’ovetto mini in pelle e lurex e dettagli in pizzo e la pettorina in lurex e guinzaglio di vernice. La minishopping in cotone e pelle con il collare arancio. La borsa in vitello stampa cocco bicolore, turchese e beige, abbinata in coordinato alla pettorina e al guinzaglio. Impossibile non trovare la vostra combinazione preferita nel negozio monomarca di Milano, in corso Garibaldi 44. I prezzi per le borse partono da € 140. Per i guinzagli da 75. Ma se volete osare di più, per il vostro piccolo amico c’è il trench a manica, disponibile dalla taglia 24 alla 60. Ovvero, dal bassotto al labrador. Ma provate voi a infilarglielo. Io ci ho rinunciato!
Entrano nella moda i decori liquidi, le piccole strisce di plastica con contenuto colorato di olio e glicerina che sobbollono al contatto col corpo cambiando colore. A introdurle come materiale alternativo il golden child Christopher Kane, che sulla passerella londinese dell’autunno inverno 2011/2012 porta in scena tunichette nere di crepe e di cashmere, decorate da bordi ondulati di plastica colorata, abiti tubolari di tulle, su cui risplendono vaghi i barlumi di iridescenti paillettes, tailleurs crochet e pochettes di plastica trasparente, già diventate un vero e proprio cult. Si chiamano Aqua Teen. Sono realizzate in pvc morbidissimo e contengono acqua colorata. Arancione fluo. Fucsia. Verde. Nero. O Blu elettrico. Simili a una busta si chiudono grazie a tre bottoni a pressione, che riportano il nome dello stilista. Fanno riferimento alle famosissime “Lava lamps”, feticcio décor degli anni ‘60-70, ma anche all’abito di tubi di plastica con liquido in circolo dell’artista Lucy Mc Rae. Il prezzo è un po’ altino: 485 euro. Io, a dire la verità, non so ancora decidermi se si tratta di un colpo di genio o semplicemente di una busta di plastica con dentro del liquido. A voi l’ardua sentenza!
È l’accessorio più amato dalle italiane (e non solo): il bauletto. Dall’allure pratica ed elegante, né troppo grande né troppo piccolo, ha tutte le caratteristiche per essere la city bag per eccellenza. Un esempio? La classica “speedy” Louis Vuitton. Creata nel 1930 come evoluzione del primo borsone morbido da viaggio della casa francese (la altrettanto celebre Keepall), è tra i cult più desiderati e venduti, oltre ad essere la borsa che ha conosciuto più reinterpretazioni da parte degli artisti di fama che ciclicamente collaborano con la Maison (come Murakami o Stephen Sprouse). Insomma, è una vera icona, oggi proposta con una “piccola-grande” novità: una bandoulière che permette di portarla anche a tracolla. Per un mood easy-chic, pratico e glam. Da sempre sinonimo di Louis Vuitton.